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Due percorsi di Scienze della prof.ssa Lalla Attolini: Il prato e a seguire I funghi.

Il prato






Il prato, il semplice modesto prato, se paragonato ad altri ambienti più appariscenti può sembrare un luogo povero, insignificante.

Al contrario, se osservato con occhi interessati e curiosi, ci svela un mondo ricco e brulicante di vita:

erbe utilissime, fiori magnifici, insetti, piccoli roditori, insomma un universo intero da scoprire, conoscere, rispettare e tutelare con amore.





Prato: ecosistema, cioè una porzione di Biosfera costituita da tutti gli esseri viventi che la abitano e dall'ambiente fisico circostante. Come in tutti gli ecosistemi vi è un continuo flusso di energia e una circolazione di materia tra la componente vivente e non vivente che avviene attraverso le catene alimentari.

Una tipica catena inizia dalle sostanze inorganiche presenti nel terreno, nell'aria e nell'acqua, trasformate mediante la fotosìntesi CLOROFILLIANA in sostanze organiche (erba, piante); i consumatori primari (erbivori, larve) a questo punto se ne cìbano e diventano a loro volta il cibo dei consumatori secondari (predatori vari, uccelli).

Alla loro morte entrano in azione i decompositori (batteri, funghi) che smontano le sostanze organiche in composti inorganici che arricchiscono il terreno ed entrano nuovamente nel ciclo vitale.




Prato stabile è un prato che non ha subito nessun intervento di aratura o di dissodamento, non è stato coltivato ed è stato lasciato ad una vegetazione spontanea per moltissimo tempo, fino anche a centinaia di anni. Si è mantenuto esclusivamente attraverso la concimazione e lo sfalcio (taglio dell'erba per la produzione di foraggio).

Un prato stabile è un'importante arma di difesa del suolo e dell'ambiente in quanto tutela le acque sotterranee da possibili inquinanti e, catturando e utilizzando grandi quantità di anidride carbonica, arricchisce il terreno favorendo la crescita di erba di ottima qualità e contemporaneamente contrasta l'effetto serra.




Prato: terreno ricoperto da erbe. Questo ambiente dominato dalle piante erbacee è densamente popolato da animaletti, soprattutto invertebrati. Per questo motivo i prati sono poi frequentati da uccelli e piccoli mammiferi alla ricerca di cibo. Animali particolarmente importanti sono le farfalle e le api, fondamentali per l'impollinazione.

Gli animali che popolano il suolo possono essere di piccole, medie o grandi dimensioni. Gli organismi più piccoli sono costituiti essenzialmente da protozoi e nematodi che si cibano di funghi e batteri. Gli individui di media grandezza, comprendono animali come àcari e vermi. Gli esseri di grandi dimensioni, sono rappresentati da lombrichi, chiocciole e lumache, porcellini di terra, millepiedi e centopiedi, ragni,formiche, coleotteri, larve e termiti.

Infine gli organismi di taglia ancora superiore comprendono insetti come il grillotalpa, e mammiferi che vivono e scavano gallerie nel suolo, come i roditori e le talpe.I prati stabili costituiscono inoltre l'ambiente ideale per la riproduzione e l'alimentazione di numerose specie di uccelli e mammiferi.

La varietà di specie erbacee (produttori) risulta molto gradita per i "consumatori primari" come la lepre o le centinaia di specie di insetti, come ad esempio le cavallette, delle quali si nutrono i "consumatori secondari" come l'Allodola, la Quaglia o la Starna.



Il prato stabile è una associazione di vegetali che può durare diversi decenni. Non servono le semine in quanto la riproduzione avviene naturalmente. Le specie più importanti e caratteristiche hanno spesso una grande bellezza.

Alla base del prato stabile vi sono piante come La fienarola dei prati, la Festuca dei prati, l'Erba mazzolina, il Loietto inglese. Altre erbe che hanno notevole importanza perché ricche di proteine, hanno, a differenza delle precedenti, radici profonde che consentono di resistere bene alla siccità e inoltre fissano l'azoto atmosferico.

Tra esse: il Trifoglio dei prati e l'Erba medica lupolina. Entrano poi specie come la Carota selvatica, la Cicoria comune, il Dente di leone, l'Achillea o Erba formica, il Botton d'oro, la Malva, il Fior di cuculo,la Salvia dei prati, la Pratolina, la Viola mammola.

L'elenco potrebbe continuare a lungo, le varietà sono tante, belle, spesso profumate, sono piante e fiori che a primavera punteggiano e rallegrano i nostri campi, tanto comuni da non suscitare in tutti l'interesse e l'ammirazione a cui avrebbero pieno diritto.

Vedi la galleria di immagini: Fiori

Fiori: galleria.

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I funghi






I funghi, considerati da sempre vegetali, oggi costituiscono un regno a parte, il regno dei Funghi.

Infatti, rispetto ai vegetali, presentano una struttura differente e si nutrono in modo diverso in quanto non contengono clorofilla.





Quando sono costituiti da una sola cellula i funghi sono principalmente dei SAPROFITI, cioè svolgono soprattutto la funzione di decompositori. Si insediano infatti su organismi morti o su parti di essi e ne utilizzano la materia come nutrimento.

La loro azione è fondamentale nell'insieme dei rapporti di un ecosistema, essi rappresentano infatti, insieme ai batteri, i bioriduttori che decompòngono resti vegetali ed animali in sostanze riutilizzabili dai produttori, sono quindi l'ultimo fondamentale anello della CATENA ALIMENTARE.

Alcuni vivono invece come PARASSITI, cioè a spese di vegetali, animali o dell'uomo stesso causando gravi danni agli ospiti.




Quando sono pluricellulari i funghi sono formati da un fitto intreccio di filamenti detti IFE le quali costituiscono il MICELIO, ovvero il corpo vero e proprio del fungo; le ife servono ad assorbire le sostanze nutritive.

Il micelio, ad eccezione delle muffe dove forma un soffice e rado intreccio, non è visibile perchè si sviluppa nel sottosuolo;



la parte che nei funghi più familiari emerge dal terreno è la parte soda e carnosa adibita alla funzione riproduttiva, detta corpo fruttifero.

Il corpo fruttifero è formato dal gambo e dal cappello. Il cappello porta, nella parte inferiore, delle lamelle dove si formano mirìadi di cellule riproduttive, dette spore, che a maturità cadono sul terreno dando origine a nuovi funghi.




Muffe

Nel terreno decompongono le sostanze organiche. Si usano nella produzione di alcuni formaggi come il gorgonzòla e nella produzione di antibiotici come la penicillina.

Lieviti

Si usano nelle fermentazioni alcoliche che trasformano il mosto in vino e l'orzo in birra e nella panificazione.




Sono funghi, quasi tutti parassìti, che causano malattie

all'uomo: micosi; micotossicosi; intossicazioni da funghi velenosi, spesso mortali.

alle piante: peronospora della vite; ruggine del frumento; carbone del grano.




I funghi sono alimenti molto antichi, apprezzati fin dalla preistoria.
Il ruolo metabolico giocato dai funghi commestibili è ancora piuttosto oscuro, ma una cosa è assodata: sono tra le sostanze più naturali a disposizione dell'uomo.
Hanno un apporto proteico e calorico piuttosto basso, ma sono ricchissimi di ineguagliabili sostanze aromatiche.




Si dicono tossici quei funghi che, se ingeriti, provocano disturbi non gravi anche se spesso molto sgradevoli (allucinazioni, vomito, tachicardìa). L'esito finale non è però mai fatale e non lasciano conseguenze.




Spesso di piacevole aspetto e molto simili ad altri commestibili con i quali è facile confonderli, i funghi velenosi mietono ogni anno numerose vittime. Dal momento che la medicina non dispone ancora di antìdoti sempre efficaci, bisogna tassativamente rivolgersi ad esperti e farli esaminare prima di consumare qualunque fungo raccolto in una piacevole passeggiata nei boschi.





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