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400 Ma: Insetti

390 Ma: Pesci

360 Ma: Anfibi

325 Ma: Rettili

200 Ma: Mammiferi

150 Ma: Uccelli

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Timeline Rettili (estinti)
INFO timeline

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* Le schede degli animali riportano, in genere, i link ai relativi articoli di Wikipedia. Tali articoli sono spesso piuttosto lunghi e complessi, tuttavia possono rivelarsi abbastanza accessibili in alcune sezioni (paragrafo introduttivo, dimensioni...), e consentono inoltre di vedere ulteriori immagini.

* Tutte le immagini utilizzate sono di dominio pubblico. Molte provengono da Wikipedia Commons.

CDD realizzato da Giuseppe Bettati, Matteo Boniburini, Lalla Attolini.

Glossario - Timeline rettili

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Era geologica (Era Primaria) che comincia 540Ma con la comparsa dei primi fossili dotati di parti dure (trilobiti). Gli invertebrati dominano fino al Paleozoico medio, in seguito cominciano a differenziarsi i Pesci.

Nel tardo Paleozoico, le piante colonizzano la terra formando grandi bacini carboniferi. Alla fine di questa era, compaiono i primi grandi Rettili e le prime conifere.

Il Carbonifero è compreso tra 360 e 300 milioni di anni fa, e precede il Permiano.

Il Permiano è l'ultimo dei sei periodi in cui è divisa l'era geologica del Paleozoico e si estende da 350 a 250 milioni di anni fa. È compreso tra il Carbonifero e il Triassico, il primo periodo della successiva era del Mesozoico.

Dagli anfibi, circa 325Ma, si evolse una nuova classe di esseri viventi che presentò una nuova caratteristica, unica, che avrebbe permesso la colonizzazione da parte dei vertebrati di tutte le terre emerse.

Si tratta dei rettili, animali che svilupparono una forte indipendenza dall’acqua. Questo fu possibile grazie a 2 fattori fondamentali:

Uova dal guscio rigido
I rettili non deponevano più le uova in acqua, come gli anfibi. Deponevano invece uova dal guscio rigido, che trattenevano al loro interno tutti i liquidi e le sostanze nutritive necessarie allo sviluppo dell’uovo stesso, evitandone la disidratazione.

Pelle a squame
La pelle dei rettili si evolse fino a raggiungere la composizione a squame. Ciò rese i rettili ancora meno legati all’acqua. Le squame, infatti, erano in grado di trattenere l’umidità e permettevano la quasi totale indipendenza dall’acqua e di conseguenza la possibilità di spostarsi in vaste zone delle terre emerse non ricche d’acqua.

Grazie a queste caratteristiche i rettili ebbero un grande sviluppo a partire da 300ma. Alcune specie di rettili incominciarono ad evolversi in mammiferi (rettili mammaliani).  A causa di un violento cataclisma che si verificò in prossimità del Triassico, però, la maggior parte dei Terapsidi (rettili mammaliani) scomparve e a sopravvivere furono i rettili.

Nel Triassico, circa 240 milioni di anni fa, fecero la loro comparsa i primi dinosauri, come Eoraptor lunensis. Tuttavia essi rimasero per un certo periodo all’ombra di altri grandi rettili, come i dicinodonti e alcune specie di arcosauri (antenati degli uccelli e dei coccodrilli), come il  Postosuchus, una sorta di grande coccodrillo terricolo, che ricopriva la posizione di predatore dominante nel periodo in cui visse.

Alla fine del triassico, però, i dinosauri erano già diffusi in praticamente ogni ambiente della terra, e rettili volanti e marini occupavano il cielo ed il mare. Le forme più imponenti dei rettili fecero la loro comparsa nel Giurassico e nel Cretaceo, con i dinosauri ed in particolar modo con un infraordine di dinosauri: i sauropodi. Essi potevano superare i 40 metri di lunghezza.
Alla fine del Cretaceo, 65 milioni di anni fa, in seguito ad una catena di eventi catastrofici, i dinosauri si estinsero e gli unici rettili a sopravvivere furono coccodrilli, lucertole e tartarughe. Un’altra classe, ormai separata dai dinosauri, dai quali si erano evoluti, sopravvisse: si tratta degli uccelli.

Oggi  tra i rettili figurano molti fossili viventi, come i coccodrilli, rimasti pressoché invariati dal Mesozoico.

Questo rettile apparteneva alla famiglia dei pelicosauri, animali antenati dei moderni mammiferi.

Ophiacodon aveva un teschio grande con un muso profondo. Il cranio era più lungo di qualsiasi altro sinapside evoluto, raggiungendo la lunghezza massima di 50 centimetri (20 pollici). Le ganasce sono rivestite con molti piccoli denti. Era più grande della maggior parte degli altri tetrapodi (vertebrati dai quattro arti) del suo tempo, con una lunghezza che variava da 1,60 ai 3 metri (da 5,2 a 9,8 piedi) per un peso da 26 a 230 chilogrammi (57-507 libbre) di peso.

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Matteo Boniburini, alunno dell'IC di Gattatico e Campegine nel triennio 2008/2011, ha scritto questo racconto quando, in terza media, era affetto da una grave, quanto diffusa, malattia giovanile: la "dinosaurite".
Qualche anno dopo, liceale, ha fornito una immensa mole di materiale per la costruzione della timeline: "Evoluzione della vita sulla Terra", da cui, in seguito, sono tratte altre due timeline. Una è questa e l'altra riguarda il processo evolutivo da Pitecantropo a Homo. Nell'ottobre 2019 Matteo ha conseguito la laurea in Chimica con il massimo dei voti.

-E' tutto pronto. Possiamo partire!- esclamò un uomo che indossava un camice bianco. Erano le sei del mattino e nel laboratorio sotterraneo, situato in un angolo sperduto del Colorado, le persone e gli scienziati erano agitati, come se dovesse accadere qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la storia dell'umanità. Da una porticina in fondo al corridoio che portava alla stanza principale uscirono due individui: un uomo e una donna. L'uomo aveva circa quarant'anni ed era alto quasi un metro e ottanta. Era di corporatura forte e robusta, con capelli castani e occhi marroni. Indossava dei jeans scoloriti e una camicia blu. La donna era sul metro e settanta e sembrava avere una trentina d'anni. Indossava una maglietta rosa e dei pantaloncini azzurri. Era bionda, con gli occhi azzurri. L'uomo e la donna si chiamavano rispettivamente Jack Arnolded Emily Stuart. Mentre uscivano dalla porta un uomo li raggiunse.
-Dottor Arnold, Dottoressa Stuart ... Da questa parte.

Jack e Emily erano due scienziati, più precisamente paleontologi. Avevano lavorato per alcuni anni in un sito di scavi in Africa, dove avevano portato alla luce i resti del più grande dinosauro carnivoro mai esistito. Avevano eseguito degli scavi anche in Asia: avevano scavato per mesi, fino a trovare le ossa di alcuni dinosauri piumati, probabili antenati degli uccelli.
- Sei emozionato? - chiese Emily al dott. Arnold.
-Sì, lo devo ammettere; non capita tutti i giorni di viaggiare nel tempo!- rispose lui.
Già. Jack ed Emily sarebbero stati i primi viaggiatori del tempo. Facevano entrambi parte di un progetto TOP SECRET molto ambizioso, che avrebbe permesso all'uomo di viaggiare nel tempo.

Jack e Emy (cosi Emily era chiamata) seguirono l'uomo per una cinquantina di metri per poi raggiungere un enorme salone pieno di gente, con al centro una specie di arco metallico collegato tramite cavi a strani macchinari. L'uomo si fermò vicino ad un tavolo, dove prese due zaini che diede ai paleontologi.
-Tenete- disse porgendo i due zaini a Jack ed Emy- Qua dentro ci sono acqua, cibo e medicamenti vari, più una macchina fotografica e una videocamera.
-Grazie- rispose Emy.
-Dove ci trasporterete?- chiese Jack.
L'uomo, con tono sicuro, rispose:- Andrete indietro nel tempo fino a 65 milioni di anni fa, nel tardo Cretaceo. Il vostro obbiettivo sarà quello di catalogare, con foto e video, le specie di dinosauri che vissero in quel periodo.
-Ok- disse entusiasta Emy.
-Ma- continuò l'uomo- potrete restare nel Cretaceo solo per 24 ore, poi tornerete nel presente. Tutto chiaro?
-Sì- annuì Jack.

Furono condotti davanti all'arco metallico, che venne percorso da una scarica elettrica potentissima. All'interno dell'arco si aprì un vortice viola, che girava vorticosamente.
-Potete entrare! Buona fortuna!- esclamò un tecnico che guardava gli schermi di un paio di computers.
Emy e Jack si tennero per mano e si tuffarono nel vortice. All'interno deltunnel spazio-temporale non si udiva alcun rumore, tranne il respiro dei due paleontologi eccitati
.I due erano atterrati su alcuni cespugli nel mezzo di una grande radura. Jack si alzò e guardò l'orologio: mancavano 24 ore prima di ritornare al presente.
Emy e Jack iniziarono a percorrere un piccolo sentiero che portava al bordo della radura. L'aria era calda e c'era un forte odore di zolfo. In lontananza si vedeva un pennacchio di fumo che si innalzava per qualche chilometro sopra un enorme vulcano. I due scienziati stavano per raggiungere il margine della radura per entrare nella foresta, quando udirono le fronde di alcuni alberi spezzarsi a un centinaio di metri da loro. Non fecero in tempo a voltarsi che rimasero a bocca aperta. Dalla foresta uscirono un centinaio di dinosauri,tutti con delle strane creste sulla testa. Emy era sbalordita.
-Wow. Hai visto!?
-Sì- rispose Jack -Adrosauri.

Gli adrosauri, animali più grandi di un elefante, erano i cosiddetti dinosauri dal becco d'anatra e avevano lunghe creste sulla testa, che venivano utilizzate come casse di risonanza per emettere versi simili al suono di un trombone, udibili anche a parecchi chilometri di distanza.
-Sono enormi!- esclamò Emy.
-Vederli sottoforma di fossili è molto diverso che vederli dal vero! Non trovi?
-Sì- disse Jack, che tirò fuori la macchina digitale e iniziò a scattare delle foto.
-Questi dinosauri sono le mucche del Cretaceo.- disse Jack -Passano la maggior parte del tempo a mangiare! Provo ad avvicinarmi.
-Ok, ma sta attento- disse Emy.
Jack era a due metri da un enorme maschio di dinosauro. L'animale era imponente: lungo dieci metri e alto quattro, per un peso di sei tonnellate. Jack si avvicinò ulteriormente. L'animale aveva il tipico odore di rettile: pungente. Il paleontologo scattò una foto. L'animale si girò verso Jack, ma non parve spaventato. Jack allungò la mano sul muso dell'animale: il becco era duro e liscio.

-Ciao bello- disse Jack sottovoce -non mi hai mai visto, vero?
L'animale parve confuso e improvvisamente starnutì, innaffiando letteralmente Jack con una sostanza simile a muco.
-Che schifo!- esclamò Jack.
Nel frattempo, mentre la mandria pascolava, Jack era tornato da Emy. Rimanevano circa 20 ore prima del ritorno. I due stavano per ripartire quando un urlo fece vibrare l'aria e la mandria incominciò a correre all'impazzata. La terra tremava. Jack ed Emy furono costretti a salire su un albero per nonessere calpestati dai dinosauri.
Dalla boscaglia uscì un essere enorme lungo circa 13 metri: un TyrannosaurusRex. Il rettile si gettò nella mandria e afferrò un giovane adrosauro. L'animale emise un urlo di dolore.

t-rex

-E' spaventoso- commentò Emy.
-Questo dimostra che i T-Rex non è uno spazzino-disse Jack.
Intanto il T-Rex aveva iniziato a divorare la preda e la mandria era tornata nella foresta.
-Sarà meglio andarsene da qui- disse Jack sottovoce - il T-Rex potrebbe vederci e attaccarci.
-Già ... Scendiamo dall'albero.
Jack ed Emy, scesi dall'albero, si avvicinarono alla foresta.
-Aspetta, voglio fare una foto per la classificazione- esclamò Jack.
-No, fermo- disse Emy.

Era troppo tardi: Jack aveva scattato la foto e il flash aveva attirato l'attenzione del T-Rex. I due paleontologi rimasero immobili, mentre il T-Rex li fissava. Non sembrava spaventato. Anzi, sembrava curioso, così incominciò ad avvicinarsi. Emy emise un urlo di terrore e si mise a correre, entrando nella foresta. Jack la seguì e subito, con un potente ruggito, il Tyrannosaurus iniziò a correre verso Jack ed Emy. I due scienziati penetrarono nella foresta, inseguiti dal T-Rex, che continuava ad emettere ruggiti, ma dopo qualche centinaio di metri si fermò. Anche Jack si fermò.
- Sembra spaventato- sussurrò Jack.
-Strano- disse Emy.
Poi si girò e rimase sbalordita: davanti ai suoiocchi c'era un animale corazzato delle dimensioni di un carro armato, che si stava muovendo verso il T-Rex.

ankilosauro

-Jack, guarda! Un Ankylosaurus!!
-Dove?- urlò Jack.
-Proprio dietro di te!!
- urlò di rimando Emy.
Jack si girò: -Santo cielo! E' enorme!
Jack non fece in tempo a finire la frase che il T-Rex era già ad un paio di metri da lui. Il Tyrannosaurus stava per azzannare Jack quando la coda del dinosauro corazzato colpì la testa del predatore, scaraventandolo a terra.
-Vieni!- gridò Emy.
Jack la raggiunse.
-Hai visto? L'ha ucciso con un colpo di coda, almeno credo!
-Ok- disse Emy -ma adesso andiamocene prima che l'Ankylosaurus colpisca anche noi!
I due camminavano da molte ore, senza aver visto nessun dinosauro, quando ilsole incominciò a tramontare. Così Jack decise di fermarsi e accamparsi in una piccola grotta nascosta fra gli alberi.
-Dormiremo qui- disse Jack.
-Ok, va bene- disse con voce stanca Emy.
Erano così stanchi che, una volta acceso un piccolo fuoco, si addormentarono subito.

Un verso, simile a quello di un cammello, svegliò Jack.
-Buongiorno Jack ... Dormito bene?- disse Emily in tono ironico.
-Tacil!- commentò Jack.
Jack aveva la schiena a pezzi.
-Cosa è stato a fare quel rumore?- domandò Jack curioso.
-Qua fuori c'è una mandria di Triceratopi- rispose Emy.
-Vado a vedere. Emy, tu resta qua.
-No,aspetta, vengo con te.
I due ricercatori, presi gli zaini, uscirono dalla caverna. A un centinaio di metri dal loro accampamento per la notte incontrarono il branco di dinosauri che aveva svegliato Jack. Erano tre o quattro esemplari, di nove metri di lunghezza. Avevano due lunghe corna sulla testa, un collare osseo e un piccolo corno sul naso. Emy fece alcune foto, mentre Jack osservava i dinosauri. Emily guardò l'orologio: tra meno di un'ora sarebbero tornati nel presente. Improvvisamente da dietro un albero spuntò un T-Rex. Jack riconobbe la ferita sulla testa del dinosauro: era lo stesso T-Rex che aveva attaccato Jack ed Emy il giorno prima.
-Corri Jack!- urlò Emy.
Jack si voltò e vide che un enorme Triceratopo stava correndo verso di loro.

triceratopo

Ma i due paleontologi erano bloccati: da una parte il famelico T-Rex e dall'altra l'imponente Triceratopo. I due scienziati chiusero gli occhi sperando che tutto finisse il prima possibile...
Udirono il T-Rex urlare per il dolore: era stato trafitto dal corno del Triceratopo.
Quando Jack ed Emy aprirono gli occhi si trovavano nel laboratorio sotterraneo.
Erano tornati nel presente. Sani e salvi.

-Come è andata?- chiese un uomo che lavorava nel laboratorio.
Jack ed Emy non risposero.

disegni matteo

Le prime forme di edafosauro sono note attraverso resti frammentari rinvenuti in terreni del Carbonifero superiore, e rappresentano piccoli animali non più lunghi di un metro. Durante il Permiano inferiore, invece l'edafosauro sviluppò forme molto grandi, come Edaphosaurus cruciger ed Edaphosaurus pogonias, lunghe anche 3,2 metri.

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La caratteristica più famosa del Dimetrodon è senza dubbio la grande vela dorsale, formata da processi spinali allungati verticalmente collegati tra loro tramite uno strato di pelle. L'animale era quadrupede e aveva un cranio alto e curvo con grandi denti di diverse dimensioni posti lungo le mascelle.

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I rettili mammaliani, o meglio, Terapsidi, sono un genere di rettili quadrupedi vissuti nel Permiano ed estintisi poi durante il periodo Cretaceo. Essi sono considerati antenati dei mammiferi moderni (da qui Mammaliani) in quanto presentavano caratteristiche che avrebbero anticipato quelle dei mammiferi veri e propri. In particolar modo si ritiene potessero mantenere la temperatura interna del proprio corpo costante (endotermia), allattare i cuccioli.

Le origini dei rettili mammaliani sono tuttora avvolte nel mistero ma si ritiene che si siano evoluti da un particolare genere di rettili vissuti nel Permiano: i Pelicosauri. Questi ultimi ebbero un ruolo dominante nella loro epoca. Infatti i Pelicosauri si diffusero in varie forme, come il carnivoro Dimetrodon o l’erbivoro Edaphosaurus. Da essi si ritiene appunto che si siano evoluti i Terapsidi.

Anche i Terapsidi si diffusero con un grande numero di specie, carnivore ed erbivore, in tutto il globo. Le forme di Terapsidi più grandi furono probabilmente quelle chiamate Gorgonopsidi. Si tratta di possenti carnivori, di taglia medio-grande, vissuti nel Permiano, come Inostrancevia, un grande gorgonopside che poteva raggiungere anche i 5 metri di lunghezza. I gorgonopsidi erano caratterizzati da grandi e possenti mascelle, con i caratteristici denti sporgenti ai lati della bocca.

I gorgonopsidi furono i super-predatori della loro epoca. Erano in grado di cacciare grandi erbivori come Scutosaurus, un antico anapside, antenato delle odierne tartarughe. I gorgonopsidi si estinsero nel limite Permiano-Triassico, in seguito a vari e drastici cambiamenti climatici.

I terapsidi però si evolsero anche in forme erbivore, come i Dicinodonti, rettili-mammiferi evolutisi da antichi terapsidi erbivori, molto diffusi tra il tardo Permiano e il Triassico superiore.

I Terocephali furono un altro gruppo di terapsidi, che presentava forme carnivore, erbivore e insettivore. Alcune specie si devolsero fino a diventare semiacquatiche o a sviluppare denti veleniferi, come quelli dei moderni serpenti.

Il gruppo più evoluto di terapsidi fu invece quello dei Cinodonti. Questo gruppo comprendeva i diretti antenati dei primi mammiferi. I cinodonti, come Cynognathus, avevano praticamente tutte le caratteristiche dei moderni mammiferi, tranne il fatto di deporre le uova, caratteristica che probabilmente mantennero anche i primi mammiferi, nel tardo Triassico e nel Giurassico.

Questo animale era di grandi dimensioni e poteva raggiungere una lunghezza di 3,5 metri. Il solo cranio era lungo anche 60 centimetri. Quest'ultimo era stretto e dotato di un muso allungato, con forti denti superiori simili a canini, lunghi fino a 15 centimetri (con una radice lunga la metà della lunghezza dell'intero dente).

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L’estinzione del Permiano-Triassico fu la più disastrosa di tutte le estinzioni di massa avvenute sulla Terra nel corso della sua storia. Infatti, in seguito ad un violento cataclisma, scomparve ben il 96% delle specie marine. In totale il 50% delle famiglie di animali esistenti scomparve.

Vi sono varie ipotesi riguardo alle cause della più violenta estinzione di massa mai verificatasi.

Una di queste ipotesi sostiene che a causare l’estinzione fu un grande impatto meteorico, ipotesi supportata dal ritrovamento di un grande cratere in Antartide.

Un’altra ipotesi, invece, sostiene che il cataclisma che estinse un numero così grande di specie viventi fu un’intensa e violenta attività vulcanica sulla crosta terrestre, più precisamente in Siberia. L’ipotesi è supportata dal ritrovamento di un’immensa colata di basalto, spessa 4km ed estesa per 2,5 milioni di km2. In seguito alle eruzioni siberiane, durate migliaia di anni, il livello di anidride carbonica nei mari aumentò, rendendoli inadatti alla vita e causando l’estinzione della maggior parte della fauna marina. Si pensa inoltre che l’anidride carbonica andò ad incidere sullo strato di ozono, causando l’estinzione di molte specie terrestri.

Tuttavia questa grande estinzione permise, con la scomparsa dei Terapsidi (una sorta di rettili-mammiferi), lo sviluppo dei rettili, che ebbero una grande diffusione nell’era successiva.

Il Mesozoico (Era Secondaria), è compreso tra il Paleozoico e il Cenozoico. Iniziò circa 250 milioni di anni fa e si concluse 65 milioni di anni fa.

Durante il Mesozoico (o età dei rettili) i dinosauri subirono un incredibile processo di evoluzione. Vi fu un’esplosione di nuove forme animali (soprattutto nel Giurassico, l’età d’oro dei dinosauri), con dinosauri enormi (fino a 40-45 metri), rettili volanti e acquatici. Ma accanto ai rettili (la specie dominante), fecero la loro comparsa i primi mammiferi e gli uccelli.

Nella scala dei tempi geologici il Triassico o Trias, è il primo periodo del Mesozoico o Era Secondaria, compreso tra 250 e 200 milioni di anni fa.

I rettili marini non erano dinosauri, ma loro lontani cugini. Alcuni divennero simili a delfini. Altri si trasformarono in vere e proprie macchine per uccidere. Altri ancora svilupparono lunghi colli per catturare i pesci.

Gli ittiosauri erano agili rettili marini simili a delfini, lunghi 3-4 metri e in grado di raggiungere i 50 km/h. Si nutrivano di pesce, calamari e crostacei.

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Questi rettili dominarono il mondo per oltre 160 milioni di anni, dal Triassico superiore fino alla fine del Cretaceo. Da un gruppo di dinosauri, i teropodi, durante il periodo giurassico si svilupparono gli uccelli. Durante il Mesozoico i veri disonauri dominanti furono i carnivori. Alcuni erano piccoli, agili e piumati, altri erano enormi, come il T-Rex e lo Spinosaurus. Alcuni cacciavano e altri svolgevano il ruolo di spazzini. Acuni mangiavano carne e altri mangiavano pesce. Erano tanti e feroci.

Nel Giurassico vi furono dinosauri che crebbero a dismisura: gli erbivori. Alcuni erano delle macchine mangia-foglie, altri divennero delle vere e proprie fortezze su quattro zampe, come gli Ankylosauri.I Sauropodi crebbero fino a diventare gli animali più grandi mai esistiti (almeno fino a quel momento). Alcuni erbivori svilupparono corna o spessi crani per difendersi o combattere.

Si tratta di rettili estinti, vissuti nel mesozoico, che avevano sviluppato una caratteristica unica tra i rettili: il volo. Tutto iniziò con alcune lucertole che planavano da un albero all'altro fino ad arrivare ad enormi pterosauri, rettili volanti con un'apertura alare anche di 15 metri.

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Il Cynognathus, il cui nome significa "mascella di cane", era un sinapside terapside carnivoro lungo fino a 2 m, mentre in altezza non superava il ginocchio di un uomo adulto. I suoi resti sono stati trovati in rocce del Triassico inferiore-medio (circa 230 milioni di anni fa, nel Ladinico), in Argentina e in Africa meridionale. I rettili appartenenti a questo gruppo, per molti aspetti simili ai mammiferi, vissero durante il Triassico.

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Piccolo dinosauro carnivoro vissuto negli Stati Uniti sudoccidentali nel Triassico superiore (circa 215 milioni di anni fa). È stato uno dei primi dinosauri ad apparire. Lungo fino a tre metri e alto in media poco più di un metro, il celofisis aveva una struttura leggera e agile, Lucertole, anfibi e insetti alati erano le vittime della sua attività predatoria.

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Il placerias (letteralmente grande corpo) era un dicinodonte (un gruppo di rettili simili ai mammiferi) che visse durante il tardo Carnico del Triassico. (221-210 milioni di anni fa). Era un membro della famiglia Stahleckeriidae, l'ultimo rappresentante noto del gruppo di questo momento: i dicinodonti si estinsero poco dopo. È l'unico appartenente del genere Placerias.

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Il Postosuchus era uno dei più grossi predatori vissuti durante il Triassico, e riusciva ad intimorire senza troppe difficoltà i piccoli dinosauri del suo tempo come il Coelophysis. Era lungo più di 5-6 metri, con un peso stimato di 700 kg e con un cranio lungo circa 50 cm. Probabilmente cacciava animali lenti, ad esempio il Placerias, ma era tutt'altro che lento, anche se aveva zampe piatte, perché i suoi arti erano posizionati al di sotto del suo corpo.

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Il Periodo Giurassico si estende da 200 a 150 milioni di anni fa.

Mammalia è il termine scientifico con cui si indica la classe dei mammiferi, di cui anche l’uomo fa parte. Questa classe di animali si è evoluta a partire da un’altra classe: i rettili.

I mammiferi si sono evoluti da un particolare gruppo di rettili: i Sinapsidi, rettili dotati di una sola finestra temporale. Dai Sinapsidi si svilupparono poi, durante il permiano, i più antichi antenati dei mammiferi: i terapsidi. Questi animali presentavano alcune caratteristiche simili a quelle degli odierni mammiferi, come l’endotermia e si ritiene che allattassero anche i cuccioli. In particolare i Cinodonti, un gruppo di terapsidi, aveva caratteristiche molto simili a quelle degli odierni mammiferi.

Dopo l’estinzione permiana, la più disastrosa di sempre per la vita (oltre il 90% delle specie marine e oltre il 75% delle specie terrestri furono spazzate via), i rettili-mammiferi subirono una drastica riduzione in termine di specie e di individui e cedettero il posto di specie dominante ai dinosauri.

Tuttavia i rettili-mammiferi sopravvissuti alla catastrofe permiana (Cinodonti) continuarono ad evolversi e nel periodo compreso tra la fine del Triassico e l’inizio del Giurassico fece la sua comparsa il mammifero più primitivo a noi noto: il Megazostrodon. Questo animale possedeva tutte le caratteristiche tipiche degli odierni mammiferi: endotermia, allattamento e parto dei piccoli. Simile per aspetto ad un roditore, il Megazostrodon aveva quasi sicuramente abitudini notturne, in quanto di giorno rischiava di diventare il “pranzo” di molti dinosauri carnivori.

I mammiferi restarono nell’ombra, uscendo allo scoperto soltanto di notte, per tutta la durata del Mesozoico. In questo periodo, a causa della presenza dei dinosauri, i mammiferi si evolsero poco e niente. Ma dopo l’estinzione K-T (Cretaceo-Terziario), 65 milioni di anni fa, grazie alle caratteristiche fisiche e alla grande adattabilità, i mammiferi riuscirono a superare il periodo “buio” successivo all’impatto del meteorite e ai disastri che ne susseguirono. Finito il Mesozoico incominciò così il Cenozoico, detto anche età dei mammiferi.

Durante il Cenozoico i mammiferi si evolsero in una grande varietà di specie, raggiungendo anche dimensioni notevoli.
Il più grande mammifero terrestre mai esistito fu l’Indricotherium (o Baluchitherium), vissuto nell’Oligocene. “Cugino” degli odierni rinoceronti, l’Indricotherium raggiungeva i 5,5 metri di altezza al garrese, per una lunghezza di 8 metri. Tuttavia l’Indricotherium non è nulla se paragonato al più grande mammifero di sempre: la Balenottera Azzurra. Con oltre 33 metri di lunghezza e un peso di circa 180 tonnellate è il mammifero più grande che sia mai esistito e a differenza dell’Indricotherium è ancora in vita.

Come i rettili si evolsero non solo in forme terrestri e acquatiche, ma anche volanti, i mammiferi si sono adattati anche al volo. Un esempio sono i pipistrelli, animali simili a roditori dotati di lunghe dita (simili a quelle degli pterosauri) che sorreggono una membrana di pelle che funge da ala. Grazie a questa caratteristica, i pipistrelli sono abili volatori.
Un altro esempio di adattamento al volo, anche se per brevi distanze e planato, sono i lemuri volanti, che grazie alla membrana di pelle che unisce zampe anteriori e posteriori, possono planare da un albero all’altro. Sempre parlando di lemuri, essi discendono da un gruppo che diede origine anche ai primati e di conseguenza agli ominidi, gruppo da cui si evolverà l’uomo moderno.

I plesiosauri (Plesiosauria) sono un gruppo di rettili acquatici vissuti tra il Triassico superiore e il Cretacico superiore, divenendo particolarmente comuni nel corso del Giurassico. Essi hanno conteso il predominio dei mari del Mesozoico agli altri rettili marini, come gli Ittiosauri.

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Campylognathoides (il cui nome significa "mascella curva", Strand 1928) è un genere estinto di pterosauro novialoide vissuto nel Giurassico inferiore, circa 182 milioni di anni fa.

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Giraffatitan è vissuto in Tanzania nel Giurassico superiore, e raggiungeva una lunghezza di 23 metri e un'altezza di 12, per un peso totale di circa 50 tonnellate.

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Questo rettile era uno dei più grandi predatori del mare europeo del Giurassico. La specie più grande, L. ferox, poteva sfiorare i 6,5 metri di lunghezza.

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Terzo e ultimo periodo dell'era Mesozoica. È compreso tra 150 e 65 milioni di anni fa

Brachiosaurus (il cui nome significa "lucertola dalle lunghe braccia") è un genere estinto di dinosauro sauropode brachiosauride vissuto nel Giurassico superiore,circa 154-153 milioni di anni fa.

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Fino a qualche tempo fa il collegamento tra rettili (in questo caso dinosauri) e uccelli non era chiaro. Poi, in Baviera, venne scoperto un fossile: il più antico fossile di uccello conosciuto.

Si tratta di un animale, Archaeopteryx litographica, che combina strutture rettiliane ed aviane. Vissuto nel Giurassico, circa 150 milioni di anni fa, l’Archaeopteryx è fino ad ora l’uccello più antico mai  scoperto. Appartenente all’infraordine Maniraptora (la stessa di Velociraptor, per intenderci), Archaeopteryx presenta caratteristiche comuni sia ai rettili (squame, denti, arti anteriori e lunga coda) sia ai moderni uccelli (piume, ali e penne).

Infatti molte specie di Maniraptora, come per esempio Velociraptor, avevano probabilmente il corpo ricoperto da piume, simili a quelle degli odierni emù. Si pensa inoltre che molti Theropodi presentassero, almeno nello stato giovanile, subito dopo la nascita, un piumaggio che ne ricopriva il corpo.
Tornando agli uccelli, essi ebbero una grande diffusione dalla fine del Giurassico: basti pensare a i fossili scoperti. Vi era Hesperornis, un uccello incapace di volare ma ottimo nuotatore, o Ichthyornis (nel disegno)

un uccello simile ad un gabbiano, vissuto nel Cretaceo.
È ormai chiaro, quindi, che gli uccelli attuali sono il risultato dell’evoluzione dei dinosauri teropodi vissuti nel Cretaceo. Dinosauri e uccelli sono così simili da essere chiamati rispettivamente Dinosauri non aviari  e Dinosauri aviari.

Il brontosauro era un animale di grandi dimensioni, dotato di un lungo collo controbilanciato da un'altrettanto lunga coda a frusta, il tutto sorretto da quattro grandi arti colonnari, con gli arti anteriori leggermente più corti di quelli posteriori. La specie più grande, B. excelsus, poteva arrivare a pesare fino a 15 tonnellate e misurare fino a 22 metri (72 piedi) dalla testa alla coda.

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Questo dinosauro è uno dei più facilmente identificabili, grazie alla sua tipica forma anatomica con il collo lungo e la coda lunga e sottile, con le quattro gambe robuste. Molto probabilmente come per la maggior parte dei sauropodi la miglior difesa di questo animale erano le sue enormi dimensioni che da sole erano un ottimo deterrente per scoraggiare la maggior parte dei predatori come l'Allosaurus e il Ceratosaurus, che preferivano attaccare i cuccioli e i giovani che non potevano ancora difendersi.

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Lo Stegosaurus era un dinosauro erbivoro quadrupede di grandi dimensioni e robusto, dal profilo arcuato, gli arti anteriori corti rispetto ai posteriori e una lunga coda che veniva tenuta sospesa in aria. Grazie alla sua combinazione distintiva di ampie piastre cornee verticali sul dorso e lunghe punte sulla fine della coda, lo Stegosaurus è uno dei dinosauri più riconoscibili; anche chi non si interessa di dinosauri, infatti, può facilmente riconoscere il profilo di questo dinosauro.

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Scipionyx è un genere di dinosauri teropodi viventi in Italia nel Cretaceo inferiore, circa 113 milioni di anni fa. Ad oggi l'unico scheletro fossile rinvenuto appartiene ad un esemplare giovane con parti di tessuti molli ed organi interni preservate in eccezionale stato conservazione; il reperto è stato soprannominato "Ciro" dalla stampa popolare italiana, che ha ampiamente pubblicizzato questo ritrovamento.

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Leggi "Ciro, il dinosauro piccirillo", nel sito "NATURALMENTE - Fatti e trame delle Scienze"

Sin dalla sua scoperta, Spinosaurus è sempre stato contendente per il titolo di teropode più grande.

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L'aspetto di questo dinosauro era davvero bizzarro: sembra quello di un dinosauro "travestito" da coccodrillo. Si pensi a un teropode vagamente simile all'allosauro, ma con un cranio esageratamente allungato, munito di una piccola cresta ossea in cima e una moltitudine di denti acuminati (circa il doppio di quelli normalmente presenti nelle fauci degli altri dinosauri carnivori) che visse circa 110 milioni di anni fa,nel periodo Cretaceo.

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Il Giganotosaurus è stato uno dei più grandi carnivori terrestri conosciuti, ma le dimensioni esatte sono alquanto difficili da determinare a causa dell'incompletezza dei resti ritrovati finora. Le stime condotte sul campione più completo vanno da una lunghezza di 12 a 13 metri, un cranio da 1.53 a 1,80 metri di lunghezza e un peso da 4,2 a 13.8 tonnellate (4.6 a 15.2 tonnellate brevi).

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Pteranodon (il cui nome significa "ala senza denti") è un genere estinto di pterosauro pterodactyloide pteranodontide vissuto nel Cretaceo superiore, circa 86-84.5 milioni di anni fa (Santoniano), negli attuali Kansas, Alabama, Nebraska, Wyoming e Dakota del Sud, Stati Uniti. La specie tipo del genere, P. longiceps, è uno dei più grandi pterosauri conosciuti, con un'apertura alare di oltre 6 metri (20 piedi). Lo Pteranodon è universalmente lo pterosauro più conosciuto, anche grazie alla notevole raccolta di fossili, superiore a qualsiasi altro pterosauro, con circa 1.200 esemplari conosciuti, molti dei quali erano ben conservati con crani quasi completi e scheletri articolati.

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L'elasmosauro (Elasmosaurus platyurus) è un rettile marino estinto, appartenente ai plesiosauri. Visse nel Cretaceo superiore (Campaniano, circa 80 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Nordamerica (Kansas). È uno dei plesiosauri dal collo più lungo.

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Mosasaurus (il cui nome significa "lucertola del fiume Mosa") è un genere estinto di rettile marino mosasauride vissuto nel Cretaceo superiore, circa 70-65 milioni di anni fa (Maastrichtiano), in Europa occidentale e in Nord America. Il Mosasaurus fu uno dei più grandi generi della sua famiglia, oltre ad essere uno degli ultimi mosasauridi ad evolversi prima della grande estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene.

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La cresta vuota di questo dinosauro conteneva una serie di tubi che allungavano i condotti nasali: una sorta di versione ossea della proboscide di un elefante. Forse la usava per produrre richiami squillanti e riuscire a tenersi in contatto con i suoi simili nel cuore delle foreste. Ogni specie aveva una cresta diversa, per cui è probabile che anche i loro richiami fossero diversi.

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L'ipotesi più accreditata

Il meteorite

Secondo questa ipotesi, un meteorite grande come il monte Everest, 65 milioni di anni fa, cadde sulla Terra, più precisamente nella penisola dello Yucatan. Il terribile impatto provocò giganteschi tsunami, tremendi terremoti e drastici cambiamenti climatici, causando l'abbassamento della temperatura terrestre. Gli erbivori morirono a causa della mancanza di piante, i carnivori poco dopo a causa della mancanza di prede. A sopravvivere furono i mammiferi, gli uccelli e alcuni antichi rettili, come coccodrilli, tartarughe, serpenti e lucertole.

Con una lunghezza stimata fino a 34 metri (112 piedi) e una massa di 50-60 tonnellate, il Sauroposeidon si colloca tra i lunghi e pesanti dinosauri noti.

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Il Supersaurus è uno dei più grandi dinosauri conosciuti, e al contrario di molti altri è conosciuto per resti fossili ben conservati, che dimostrerebbero che l'animale potesse raggiungere una lunghezza di 33-34 metri (108-112 piedi), per un peso di 35-40 tonnellate.

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Era geologica (o Terziario) la cui durata va da 65 milioni di anni fa a circa 2 milioni di anni fa.

Circa 55 milioni di anni fa si forma la catena dell'Himalaya e nel corso  dell'Oligocene (da 40 a 29 Ma)  si sollevano importanti gruppi montuosi europei (Alpi, Pirenei, Carpazi, Balcani). La Terra si copre di vaste steppe favorevoli allo sviluppo di grandi mammiferi.

Il Quaternario (o era Neozoica) è il più recente della storia geologica della Terra, ed è caratterizzato dalla comparsa dell’uomo.

Va da 1,8 milioni di anni fa fino ad oggi.